Mercato immobiliare i timori aumentano

Bankitalia pubblica periodicamente un sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia. Analizziamo gli ultimi 5 rapporti trimestrali, vediamo in dettaglio alcuni dei dati esposti in questi rapporti e cerchiamo di valutare come sia fortemente cambiato il sentiment tra gli operatori del settore. Inoltre, i dati mostrati confermano una tendenza anche per il 2010 ad una marcata discesa dei prezzi per il mercato immobiliare.
Ricordiamo che i dati presentati sono frutto di interviste ad agenti immobiliari che hanno fornito informazioni sull’attività di compravendita. Le percentuali si riferiscono alle risposte valide delle agenzie immobiliari che hanno dichiarato di avere effettuato vendite nel trimestre di riferimento. Di conseguenza non vogliamo trattare questi dati in modo puntuale ma solo come stima del sentiment tra gli operatori del settore. Chiaramente siamo anche sicuri che in realtà questi dati sottostimano la dura realtà che sta vivendo oggi il mercato immobiliare italiano.
- Cause prevalenti di cessazione dell’incarico a vendere
Proposte di acquisto a prezzi bassi per il venditore in netto aumento. La retta rossa traccia la tendenza dei dati rilevati. E’ ben visibile che negli ultimi 5 trimestri considerati la tendenza rilevata è quella di un aumento delle cessazioni dell’incarico a vendere a causa di proposte di acquisto a prezzi troppo bassi. Questo significa che è sempre più alta la propensione del compratore a fare proposte di acquisto con prezzi decisamente più bassi.

Troppo tempo trascorso dall’inizio dell’incarico in deciso aumento. Anche in questo grafico è ben visibile la tendenza di un aumento dei tempi di vendita (linea rossa).

Difficoltà nel reperimento del mutuo in aumento. Aumentano le difficoltà nel reperire un mutuo, anche qui la linea di tendenza rossa non lascia alcun dubbio. 
- Rapporto tra prezzo pagato all’acquisto e prezzo inizialmente richiesto dal venditore
I prossimi grafici mostrano chiaramente come vi sia un tendenziale aumento del gap (differenza) tra il prezzo richiesto dal venditore inizialmente ed il prezzo realmente offerto dal compratore. Di conseguenza in questa fase sono sempre di più i venditori che cedono ad offerte anche del 20% minori rispetto al prezzo che inizialmente avevano chiesto per il loro immobile.
Aumento dello sconto tra il 10% e il 20% sul prezzo inizialmente richiesto dal venditore. 
Aumento dello sconto tra il 20% e il 30% sul prezzo inizialmente richiesto dal venditore. 
Aumento dello sconto medio che il venditore è disposto ad accettare.

Osservando questi grafici risulta pertanto chiaro che il sentiment tra gli operatori del settore sia ancora fortemente negativo. Inoltre nel quarto trimestre 2008 il 15,8% degli intervistati dichiarava che il livello dei prezzi sarebbe aumentato, nel quarto trimestre 2009 solo il 2,4% pensa che i prezzi possano rivalutarsi. Questo significa che oggi tra gli agenti immobiliari la percentuale di chi ritiene che i prezzi possano scendere o al massimo risultare uguali al trimestre passato risulta essere del 97,6%.
Pertanto riteniamo ancora valido stimare anche per il 2010 una forte riduzione dei prezzi delle case. E’ probabile per i prossimi mesi assistere ad una sostanziale svalutazione dei prezzi immobiliari specialmente nei riguardi di immobili usati che non hanno una certificazione energetica adeguata.
(Fonte: Sondaggio congiunturale Banca d’Italia-Tecnoborsa sul mercato delle abitazioni in Italia. Chi volesse approfondire la metodologia con cui sono stati rilevati i dati, il campione utilizzato e la sua diversificazione territoriale può trovare tutte queste informazioni direttamente sul sito www.bankitalia.it)











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