Edilizia in crisi, posti a rischio e cantieri bloccati
L’edilizia sta vivendo in questi mesi una crisi nera come non si vedeva da anni. La stretta del credito messa in atto dalle banche sta agendo in modo diretto sulle piccole e medie imprese. Sempre più spesso accade che la banca chiama per avvertire che il fido verrà ridotto.
Ecco come sta agendo la crisi nel settore edile in Italia.
Milano, le piccole imprese risentono fortemente di questa crisi ed il 10% è a rischio fallimento. Gli effetti della crisi tra le piccole imprese milanesi è oramai evidente. Ecco cosa racconta Paolo Galassi, presidente di Confapi nazionale oltre che di Apimilano “il 10% dei nostri associati è a rischio fallimento”. Uno dei settori più critici al momento attuale è quello delle costruzioni, il presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis racconta che la stretta del credito sta creando seri problemi al settore delle costruzioni. Spesso non si riescnoo ad ottenere prestiti per avviare i nuovi cantieri e si è costretti a rinunciare al lavoro. Inoltre c’è il problema dell’occupazione che ha impatti negativi sui consumi. L’edilizia risulta quindi tra i settori più a rischio in questo momento e nei prossimi mesi.
Ferrara, cantieri chiusi e ditte ferme. Sono tanti gli interventi sospesi e gli addetti finiti in cassa integrazione. Le ore sono diminuite almeno del 20% e gli investimenti si sono fermati. Cantieri blcocati e molti lavoratori finiti in cassa integrazione. Anche il mattone, da tutti considerato il bene rifugio primario sta subendo l’effetto della crisi. Girando per la città di Ferrara sono ben visibili i molti cantieri bloccati, inoltre tutte le grandi immobiliari hanno sospeso gli investimenti programmati.
Palermo, cantieri bloccati e ore lavorate in forte diminuzione. La crisi ha generato un notevole aumento del ricorso alla cassa integrazione ed una forte diminuzione delle ore lavorate nel settore edile.
Avellino, crisi edilizia ed aumento cassa integrazione. Tra cantieri bloccati e cantieri che non vengono neppure aperti. Inoltre i ritardi collegati al piano urbanistico comunale frenano anche l’edilizia privata. La Novo Legno, azienda del gruppo Fantoni interamente dedicata alla produzione di pannelli MDF (Medium Density Fiberboard), pannelli ottenuti dalla pressatura di fibre di legno ed utilizzati nel settore edile, ha messo in cassa integrazione 150 addetti.
Varese, la Rocca SRL, azienda che opera nelle costruzioni edili dal 1990 sta vivendo un periodo difficile. Alcuni operai hanno bloccato il cantiere a Gallarate perchè non pagati da mesi dalla Rocca SRL. Anche imprenditori e artigiani che vantano crediti hanno lavorato per mesi in subappalto senza essere pagati. Gli operai raccontano di voler essere pagati per mandare avanti il cantiere.
Torino, la crisi taglia 2000 posti di lavoro, in un anno 448 aziende. chiuse o sospese Gli unici investimenti che possono diminuire gli effetti della crisi rimangono le opere pubbliche.
Pesaro, cantieri interrotti a causa delle mancate vendite. Appalti pubblici fermi e numerose imprese edili che non hanno commesse. La situazionein provincia di Pesaro per le aziende che operano nel settore dell’edilizia è drammatica e si parla di una flessione che raggiunge quasi il 50% su base annua. L’occupazione in questo settore cala del -20% ed aumentano le ore di cassa integrazione.











Siamo una piccola impresa edile di varese (4 operai), nonostante la comprovata esperienza ventennale non riusciamo in alcum modo ad accappararci una commessa di lavoro, abbiamo tentato anche di riuscire in qualche commessa in subappalto, ma niente di nuovo. Ciò nonostante è dal 15.09.09 che non mettiamo un chiodo. Oltre all’impresa edile abbiamo una società immobiliare del gruppo che ad oggi ha tre unità abitative di nuova costruzione ormai finite dal 2006 e non ancora vendute, venendo di conseguenza a mancare un polmone aziendale che garantisce e copre periodi di minimo di fatturazione a copertura e sostentamento dei costi aziendali di sopravvivenza. Non si è mai vista una situazione del genere.
Le alternative imprenditoriali non esistono più, per mia esperienza, dobbiamo convencerci che le possibilità future saranno quelle di un assestamento naturale riferito alle esigenze di mercato, la quale mole di lavoro sarà ridotta al 60%, per tanto mi chiedo cosa farò domani considerando che ormai è evidente che rientro nel 40$ degli addetti in esubero?.
[...] Edilizia in crisi posti a rischio e cantieri bloccati . [...]
Invia un commento.
Economia
Robert Kennedy
18 Marzo 1968
Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Robert Kennedy
Blogroll
Calendario
Articoli recenti
Tag più utilizzati
Archivi
Investimenti finanziari
Un affare nel quale si guadagna solo danaro non è un affare.
Henry FordCrisi e creatività
"Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre la stessa cosa. La crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e Paesi, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. E' dalla crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. La convenienza delle persone e dei Paesi è di trovare soluzioni e vie d'uscita. Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfida la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E' dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno, poiché senza crisi ogni vento è una carezza. Parlare della crisi significa promuoverla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece di ciò dobbiamo lavorare duro. Terminiamo definitivamente con l' unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla."
Albert Einstein 1955