Crisi immobiliare e fallimenti

La crisi immobiliare italiana continua a due anni di distanza dalla bolla dei derivati sui mutui ninja americani. Sono passati solo pochi mesi da quando si discuteva sulla crisi immobiliare americana e di come l’Italia fosse diversa per le sue basi culturali e per la parsimonia che da sempre gli italiani hanno dimostrato. Tuttavia la crisi immobiliare prosegue ed il trend discendente dei prezzi immobiliari continua la sua lunga ed inesorabile caduta.
Per chi avesse investito in strumenti finanziari nel settore immobiliare prima del 2008 perderebbe ancor oggi, dopo il grande balzo delle borse di questi mesi, circa il 50% del proprio investimento (vedi ETF Ishares Ftse/Epra European Property Fund). Giorgio Mascherone, responsabile investimenti di Deutsche Bank in Italia ha affermato che non ci si attende di certo nel breve periodo un boom delle quotazioni. Pertanto, aggiunge Mascherone, bisogna tenere in considerazione che dai massimi del luglio 2006 i prezzi negli Usa hanno perso circa il 33% e potrebbero scendere ancora di un altro 10%. Il quadro è fosco e secondo le stime di alcuni analisti elaborate da Thomson Reuters, molti titoli che operano nel settore immobiliare dovrebbero cedere in media il 10% nei prossimi mesi.
Elenchiamo le società immobiliari europee che mostrano segni di debolezza. Alcune di queste hanno addirittura un indebitabmento superiore alla capitalizzazione di Borsa che getta pertanto una lunga ombra sulla redditività futura.
- Unibail-Rodamco una delle più grandi compagnie che investe in Europa nei beni immobili commerciali.
- Gecina, società immobiliare francese.
- Sacyr Vallehermoso, società immobiliare spagnola con un debito di 13 miliardi contro un valore di borsa di tre.
- Liberty international, società immobiliare inglese.
- British land, società immobiliare inglese.
- Beni Stabili, società immobiliare italiana che ha oltre due miliardi di debito, il doppio del valore di borsa.
- Risanamento, società immobiliare italiana che ha un debito di tre miliardi ed un valore di borsa di 97 milioni di euro.
Il caso più eclatante è quello presentato dalla società immobiliare Risanamento che ha un debito enorme rispetto al proprio valore di borsa.
Vediamo, prima di tutto, chi sono gli azionisti di Risanamento S.P.A.

Dati finanziari della società Risanamento SPA.

Ma come è possibile che un gruppo con un portafoglio immobiliare che vale cinque miliardi sia arrivato a questo punto? Vediamo come ha risposto l’avvocato Paolo Francesco Calmetta, managing partner dello Studio Calmetta, esperto del settore real estate: “prima della crisi finanziaria si è assistito ad acquisizioni di immobili finanziate sulla base di proiezioni di crescita del mercato e dei rendimenti che si sono rivelate drasticamente errate. Pertanto, chi ha acquisito immobili in queste condizioni, si è trovato con una liquidità generata dagli immobili insufficiente a servire il debito”.











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Economia
Robert Kennedy
18 Marzo 1968
Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Robert Kennedy
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Un affare nel quale si guadagna solo danaro non è un affare.
Henry FordCrisi e creatività
"Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre la stessa cosa. La crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e Paesi, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. E' dalla crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. La convenienza delle persone e dei Paesi è di trovare soluzioni e vie d'uscita. Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfida la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E' dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno, poiché senza crisi ogni vento è una carezza. Parlare della crisi significa promuoverla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece di ciò dobbiamo lavorare duro. Terminiamo definitivamente con l' unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla."
Albert Einstein 1955